Consuelo

Sono stata a capodanno un paio di anni fa e ho respirato un’atmosfera veramente familiare con i padroni di “casa” Gigi e Roberta. Barca fantastica, cibo abbondante e squisito, immersioni indimenticabili. Esperienza assolutamente da ripetere! A presto

L’articolo di Consuelo su Scubaportal

Quando mi è stato proposto di festeggiare il nuovo anno in barca nelle calde acque egiziane, non me lo sono fatto ripetere due volte. Primo per il desiderio di fuga che accompagna ogni viaggio vicino e lontano, ottima alternativa alle fredde giornate invernali. Poi perché, checché se ne dica, una vacanza in Mar Rosso è sempre un’emozione.

Quale migliore occasione dunque per rispolverare l’attrezzatura subacquea frettolosamente archiviata dopo le vacanze estive? Neanche il tempo di scartare i regali di Natale, che mi trovo imbarcata su un volo diretto a Sharm el Sheikh. Dopo più di dieci anni ed altrettante immersioni sulle spalle, avrò la possibilità di rivedere i meravigliosi fondali di Sharm che tanto mi stregarono ma, soprattutto, potrò conoscere il piccolo grande sogno di due amici.
Etoiles non è solo una barca, ma è la scommessa, vinta con passione e dedizione, da una giovane coppia di Roma, Gigi e Roberta, esperti subacquei che, dopo tanti anni di viaggi in Mar Rosso e non solo, ha trovato la sua stella nelle splendide acque dell’acquario di Allah, trasformando in realtà la passione di una vita. Conturbante come la ballerina cui si dice sia appartenuta, Etoiles ci accoglie nella bellissima cornice del Jetty Marina di Sharm, tra montagne rosate ed acque cristalline. Ciò che colpisce da subito, una volta a bordo, è l’atmosfera di famiglia dove l’ospite, come ci tiene a sottolineare Gigi, non è mai un numero, ma uno di casa.

Al di là dei grandi alberghi galleggianti che spesso diffondono un’immagine artificiosa e superficiale del mar Rosso, su Etoiles l’attenzione al cliente è prioritaria. Le camere sono larghe e luminose, al di là del classico paradigma “barca”, che spesso costringe il passeggero ad acrobazie tra mensole, tavoli e letti improbabili in qualche metro quadro di spazio vitale! Oltre a sei cabine con tre bagni in comune al piano (molto confortevoli e sempre pulitissimi ed attrezzati di tutto punto), la barca dispone anche di una suite con servizi privati. Ma è negli spazi esterni che Etoiles sfodera tutto il suo appeal. I giochi di luce ed i cuscini extralarge del ponte superiore creano un’atmosfera a metà tra un sofisticato lounge bar ed una stilosa tenda beduina. Anche l’area diving, dotata di una grande doccia calda che riscuote un grandissimo successo tra tutti gli ospiti, è molto confortevole.
Il Mar Rosso non delude mai e ci regala da subito, nonostante l’acqua un po’ freddina, delle grandi emozioni. Le 3 immersioni giornaliere sono di altissimo
livello, grazie all’affidabilità delle guide, ma anche all’itinerario proposto, che esce dagli schemi più convenzionali delle immersioni tipiche dell’area di Sharm.

La ricerca di shamandure esclusive e l’attenta programmazione di punti e di orari di immersione al di fuori delle rotte più trafficate, permette di evitare fastidiosi congestionamenti di subacquei in acqua.
Il richiamo di questo sterminato acquario ci porta ad esplorare il relitto del Dunraven, meno famoso del leggendario Thistlegorm, ma altrettanto affascinante
se non più misterioso.
La gigantesca elica posteriore di questo scafo, che giace rovesciato a circa 30 metri di profondità, ci regala delle splendide inquadrature tra enormi pastinache adagiate sul fondo, murene quasi preistoriche e multicolori lion fish.

Il cenone di Capodanno può far invidia a Masterchef per la quantità e la varietà delle pietanze (inclusi panettoni, pandori e vassoi di lenticchie) che esce dalla cucina. Mentre la barca si trasforma in un’enorme discoteca all’aperto con luci strobo e barbecue beduino improvvisato, i festeggiamenti proseguono sul ponte superiore fino a notte inoltrata. Il 2014 ci porta nel cuore pulsante del parco di Ras Mohammed, tra Alternatives e Jolanda Reef.

Prima di precipitare a profondità estreme, il cargo Jolanda ha riversato su una sorta di pianoro gran parte del suo contenuto di sanitari e vasche da bagno, oggi rifugio di smisurati platax, pesci farfalla, pagliaccio e qualche pesce coccodrillo ed oggetto di foto da ogni angolazione possibile ed immaginabile.
Considerata una delle 10 più belle immersioni al mondo, nonostante la stagione non sia al top, regala la visione fugace di aquile di mare, ma anche tartarughe, trigoni, murene e splendide gorgonie, oltre che del buffo pesce Napoleone.
L’isola di Tiran offre alcune tra le più suggestive immersioni dell’intero Mar Rosso: Gordon e Jackson Reef, Woodhouse ed i leggendari archi di Thomas. Il tratto di mare tra Gordon e Jackson Reef è uno sterminato giardino sommerso che declina tutta la gamma dei coralli duri e morbidi in un’esplosione di colori.
Tanto arido è il paesaggio fuori dall’acqua, tanto più ricco è il panorama che il mare regala ad ogni profondità: cavallucci marini, grandi tartarughe che pasteggiano con tranci di corallo morbido, ogni genere di pesce di barriera, innumerevoli pesci Napoleone, azzannatori, scuole di carangidi e tonni. Ultimo baluardo che separa lo stretto di Tiran dall’Arabia Saudita, Jackson reef è famosa per le immersioni in drift oltre che per la sua parete più esterna dove è possibile, con un po’ di fortuna e quando la stagione lo permette, fare incontri memorabili, dal pelagico di passaggio fino a branchi di squali martello.
Gli archi di Thomas riservano sempre ai subacquei più esperti dei panorami mozzafiato. Tra l’acqua trasparente, i suggestivi giochi di luce e la sensazione di violare qualcosa di sacro, non è sufficiente il tempo di una sola immersione per godere appieno dello spettacolo unico di questo canyon subacqueo. Tappa quasi obbligata, prima di ripartire, è una discesa a terra per godere delle luci di Naama Bay, l’anima più moderna di Sharm el Sheikh, famosa per la sua vita mondana, i negozi, i centri commerciali e per i numerosissimi alberghi e villaggi turistici che vi sorgono. Pressoché irriconoscibile per chi ha avuto l’opportunità/fortuna di visitarla quando le sue strade erano ancora coperte della caratteristica sabbia rossa del deserto, il panorama interminabile di luci e locali di questa piccola Las Vegas del Sinai è più che altro uno shock. Saluto Etoiles con la certezza
che non si tratta di un addio, ma di un arrivederci. Tengo le dita incrociate e, come si dice da queste parti, inshallah.

By | 2018-02-10T15:21:57+00:00 febbraio 22nd, 2016|Categories: Testimonianze|0 Commenti

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